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Recently in Performances

Songs of Night and Travel, Wigmore Hall

The coming of ‘Night’ brings darkness, shadows and mystery; sleep, dreams and nightmares; fancies, fantasies and passions.

Andrea Chénier, Royal Opera

Umberto’s Giordano’s Andrea Chénier, now at the Royal Opera House, is no more about history than Jesus Christ Superstar is about theology.

Yevgeny Onegin in Warsaw

Mariusz Treliński’s staging of Tchaikovsky’s operatic masterpiece is visually fascinating but psychologically confusing

Orfeo at the Roundhouse, Royal Opera

The regal trumpets and sackbuts sound their bold herald and, followed by admiring eyes, the powers of state and church begin their dignified procession along a sloping walkway to assume their lofty positions upon the central dais.

Idomeneo in Montpellier

Vestiges of a momentous era . . .

L’elisir d’amore in Marseille

There were hints that L’elisir is one of the great bel canto masterpieces.

Das Liebesverbot opens the new season at Teatro Verdi in Trieste

Aron Stiehl’s production of this rare early Wagner opera cheerfully brings commedia dell’arte to La Cage aux Folles.

Amsterdam: Lohengrin Lite

Stage director Pierre Audi is not one to be strictly representational in his story telling.

Fidelio, Manitoba Opera

For the first time in its 42-year history, Manitoba Opera presented Beethoven’s mighty ode to freedom, Fidelio, with an extraordinary production that resonated as loudly as tolling bells of freedom.

The Hilliard Ensemble: Farewell Concert at Wigmore Hall

Forty-one years is a long time for any partnership to be sustained and to flourish — be it musical, commercial or marital! And, given The Hilliard Ensemble’s ongoing reputation as one of the world’s finest a cappella groups, noted for their performances of works dating from the 11 th century to the present day, it must have been a tough decision to call an end to more than four decades of superlative music-making.

Fidelio opens new season at La Scala

Daniel Barenboim makes a triumphant departure as direttore musicale del Teatro alla Scala with Beethoven’s operatic masterpiece.

Mahler Songs: Christian Gerhaher, Wigmore Hall

Star singer and star composer, a combination guaranteed to bring in the fans. Christian Gerhaher sang Mahler at the Wigmore Hall with Gerold Huber. Gerhaher shot to fame when he sang Wolfram at the Royal Opera House Tannhäuser in 2010.

Modernity vanquished? Verdi Un ballo in maschera, Royal Opera House, London

Verdi’s Un ballo in maschera at the Royal Opera House — a masked ball in every sense, where nothing is quite what it seems.

La Traviata in Ljubljana Slovenia

Small country, small opera house — big ensemble spirit. Internationally acclaimed soprano Natalia Ushakova steps in for indisposed local Violetta with mixed results.

Otello in Bucharest — Moor’s the pity

Bulgarian director Vera Nemirova’s production of Otello for the Romanian National Opera in Bucharest was certainly full of new ideas — unfortunately all bad.

Il trovatore at Lyric Opera of Chicago

For its current revival of the 2006-2007 production of Giuseppe Verdi’s Il trovatore by Sir David McVicar Lyric Opera has assembled a talented quintet of principal singers whose strengths match this conception of the opera.

Mary, Queen of Heaven, Wigmore Hall

O Maria Deo grata — ‘O Mary, pleasing to God’: so begins Robert Fayrfax’s antiphon, one of several supplications to the Virgin Mary presented in this thought-provoking concert by The Cardinall’s Musick at the Wigmore Hall.

Analyzed not demonized — Tristan und Isolde, Royal Opera House

Wagner’s Tristan und Isolde at the Royal Opera House, first revival of the 2009 production, one of the first to attract widespread hostility even before the curtain rose on the first night.

Florencia in el Amazonas Makes Triumphant Return to LA

On November 22, 2014, Los Angeles Opera staged Francesca Zambello’s updated version of Florencia in el Amazonas.

John Adams: The Gospel According to the Other Mary

John Adams and his long-standing collaborator Peter Sellars have described The Gospel According to the Other Mary as a ‘Passion oratorio’.

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Performances

16 Dec 2004

Il ritorno di Ulisse in patria a Brescia

Una spiaggia di sabbia, due muri ai lati, l'ingresso monumentale alla reggia di Itaca sul fondo. E' incredibile come questa scena fissa semplicissima sia riuscita a reggere per le tre ore e mezza di spettacolo, ma non solo, a renderlo...

Una spiaggia di sabbia, due muri ai lati, l'ingresso monumentale alla reggia di Itaca sul fondo. E' incredibile come questa scena fissa semplicissima sia riuscita a reggere per le tre ore e mezza di spettacolo, ma non solo, a renderlo comunque vario e godibilissimo.

Sto parlando della messinscena dell'opera di Monteverdi gia' data a Cremona e anche altrove nel circuito dei teatri lombardi, che io ho visto domenica al teatro Grande di Brescia. E' una produzione proveniente da Aix-en-Provence, con le scene e i costumi di Anthony Ward e la regia di Adrian Noble. Per quanto riguarda la parte musicale, Ottavio Dantone dirigeva l'Accademia Bizantina, il coro Costanzo Porta e l'affollatissimo cast. Ma andiamo con ordine.


Accademia Bizantina, Ottavio Dantone, musical director

Come ho detto la scena era seplicissima. Solo, si aggiungevano a quanto ho descritto alcuni fili luminosi che calavano dall'alto e pochi effetti di fumo per le scene "celesti", qualche botola e praticamente niente altro. Eppure lo spettacolo era movimentatissimo: il regista ha chiesto molto ai cantanti in termini di recitazione e tutti hanno risposto molto bene. Capriole, ruote, arrampicamenti sui muri, salti, voli su semplicissime macchine teatrali. Non pensate che l'opera di Monteverdi sia stata trasformata in un circo: la regia e' stata rispettabilissima del libretto e della vicenda e l'unica liberta' che si e' presa, al di la' della vaga atemporalita' dei costumi, e' stato quello di dare all'insieme una colorazione orientale piu' che greca. Col risultato che i tre Proci sembravano piuttosto i Re Magi, ma era un guaio da poco. Il massimo della richiesta registica penso sia stato quello a Roberto Balconi, che fra le altre cose ha interpretato l'Humana Fragilita' nel prologo e che ha sportivamente accettato di cantare per venti minuti buoni completamente nudo, scioccando un po' le signore della pomeridiana domenicale ma nel complesso con un effetto drammatico notevole.

Che poi Balconi abbia la voce che ha... purtroppo e' un altro discorso. Mi sembra la Kabaiwanska dei controtenori, sembra che la voce gli debba essere estratta a forza dalle tonsille. Il cast era dominato da Furio Zanasi che era Ulisse e soprattutto da Sonia Prina che e' stata una Penelope assolutamente strepitosa. Bravissima, lo so che il suo timbro di voce non piace a tutti ma in questo Monteverdi e' stata esemplare per stile, per dizione (non abbiamo perso una sola sillaba del testo) per gusto negli ornamenti. Dieci con lode. C'erano poi, bravissimi, Sergio Foresti (Antinoo), Luca Dordolo (Telemaco) e Roberta Invernizzi (La Fortuna e Minerva). Gli altri erano accettabili su vari livelli, un po' fioca purtroppo la Melanto di Paola Quagliata.

Lo spettacolo sara' riproposto nei prossimi mesi a Ferrara e a Bari: se potete non perdetevelo.

Riccardo Domenichini

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